Lista degli Artisti

Dolores Previtali

Foto Dolores Previtali Nasce a Bergamo nel 1949. Autodidatta, comincia a lavorare l'argilla per sublimare un dolore, facendone una sua muta preghiera. Passa successivamente a lavorare la terracotta e inizia a realizzare la serie dei torsi, sculture astratte dotate di un'incontenibile drammaticità. Nelle opere più recenti, l'artista ha trovato la sintesi perfetta tra quei primi personaggi dolenti e quei torsi senza volto squarciati dal dolore. Piccole o grandissime, raccolte in folle o in gruppi sparuti, raccontano il cammino dell'umanità in fasci di figure erranti. Inizia ad esporre le sue opere nel 1993. Da quel momento realizza numerose esposizioni personali e collettive in Italia e all'estero (Francia, Svizzera e Belgio) e partecipa a Fiere di settore in Italia. Vive e lavora a Robbiate, in provincia di Lecco.
Principali Mostre:

2015
Polvere di speranza, Antico Mulino e Sala delle Colonne, Portogruaro – Venezia (IT)
Sculture, Galleria Compagnia Del Disegno, Milano (IT)
Via crucis, Basilica di San Giovanni, Brescia (IT)
Materico – Cestari, Previtali, Suñol, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)

2014
Quaranta due viaggio senza fine, Palazzo Prinetti, Palazzo Comunale, Galleria Arte20, Merate – Lecco (IT)

2013
Donare la vita nel tempo, Chiesa Parrocchiale, Longuelo – Bergamo (IT)

2012
Polvere di speranza, Chiesa di S. Zenone, Brescia (IT)
Via Crucis, Parrocchiale di S.Andrea, Concesio - Brescia (IT)
Spazio Arte in Fiera, Osnago – Lecco (IT)

2011
Uomini, il corpo, lo sguardo, Villa Concordia, Robbiate – Lecco (IT)
Bianco, Villa Monastero, Varenna, Lecco (IT)
Verso il Natale, Parrocchia S. Martino, Calolziocorte – Lecco (IT)

2009
Uomini nel corpo, nel viaggio della scultura, Museo Civico di Chiusa "Stadtmuseum Klausen", Chiusa – Bolzano (IT)
Uomini nel corpo, Sala delle Colonne, Portogruaro – Venezia (IT)

2008
Imminenze, Museo Civico "Parisi Valle", Maccagno – Varese (IT)



Mostre collettive:

2015
Tracce di Contemporaneo, Palazzo Filippini, Besana Brianza – Lecco (IT)
Nel Vento, Casa del Custode delle Acque, Fara Gera D'Adda – Bergamo (IT)
Materie, TERRA, Biblioteca, Mezzago – Milano (IT)
Cristo, nostro perenne annuncio, Mater Divinae Gratiae, Brescia (IT)
Cristo, nostro perenne annuncio, Biblioteca, Concesio – Brescia (IT)
Viaggio di speranza, Carcere Circondarilae di Bollate, Bollate – Milano (IT)

2014
Bergamo Arte Fiera, Bergamo (IT)
Materie - Terra, Spazio Comunale, Brivio – Lecco (IT)
Materie - Toccare, Centro S. Fedele, Calusco d'A. – Bergamo (IT)
Materie - Metallo, Palazzo Ghirlanda Silva, Brugherio – Milano (IT)

2013
La voce del corpo, Spazio Fiera, Osnago – Lecco (IT)

2012
Bianco, Spazio Heart, Vimercate – Monza e Brianza (IT)
Creativi per Lecco, (Asta benefica), Spazio Fiera 2012, Osnago – Lecco (IT)
La Nostra Famiglia, Bosisio Parini – Lecco (IT)
Torre Viscontea, Lecco (IT)
Teatro Della Società, Lecco (IT)

2011
Quod erat demonstrandum, Palazzo Lombardi, Arezzo (IT)
Articolo 11, Torre Viscontea, Lecco (IT)
Bianco, Villa Monastero, Varenna – Lecco (IT)
Villa Bertarelli, Galbiate – Lecco (IT)
Monastero S. Maria Del Lavello, Calolziocorte – Lecco (IT)
Verso Natale, Parrocchia S. Martino, Calolziocorte – Lecco (IT)
Animali, Madonna Della Ripa, Desenzano di Albino – Bergamo (IT)
Forme d'arte in Relazione, Biblioteca Comunale, Viganò – Lecco (IT)
Pulse, Spazio Heart, Vimercate – Monza e Brianza (IT)
Uomini, il corpo, lo sguardo, Villa Concordia, Robbiate – Lecco (IT)

2010
Uomini nel corpo, Polo Universitario "Sala Delle Colonne", Portogruaro – Venezia (IT)
Differenze, Ex Convento della Ripa, Desenzano di Albino – Bergamo (IT)
L'arte in Brianza dal 1950 a oggi, Omaggio a Morlotti, Palazzo Archinti, Mezzago - Milano (IT)
Paderno d'Adda – Lecco (IT), Cascina Maria Brivio, Lecco (IT)
Quadreria, Malgrate – Lecco (IT)
Art&nergia, Padiglioni Fiera del Sole, Osnago – Lecco (IT)
Curare con arte, Spazio Mandic, Merate – Lecco (IT)

2009
Cara Africa, Sala Civica Sandro Pertini, Osnago – Lecco (IT)
Talenti in mostra, Torre Viscontea, Lecco (IT)
Luci della ribalta, Spazio Tadini, Milano (IT)
Immaginare la realtà, Garbagnate Milanese – Milano (IT)
RIParte, Ex Convento della Ripa, Desenzano di Albino – Bergamo (IT)

2008
Mauthausen, Sala Consiliare, Cernusco sul Naviglio – Milano (IT)
Leonardo tra terra e cielo, Chiesetta S. Maria dell'addolorata, Paderno D'Adda – Lecco (IT)
Palazzo Rodigario de Rodigari Albino, Bergamo (IT)

Alessandra Redaelli

Dolores Previtali. Il canto mistico della terracotta.

Ho conosciuto Dolores Previtali un anno fa, quando ho avuto la fortuna di curare una sua mostra. Ne avevo ben presente il lavoro, ma entrare in contatto con lei è stato fondamentale per capirne la portata. Quella mostra – e più in profondità quell'incontro – è stata un'esperienza artistica e mistica nella stessa misura. Mistica nel senso più ampio. Dolores possiede una fede religiosa tenace e ne ha fatto un punto centrale della sua vita. Ma non è così semplice. Il misticismo che emana dalle sue opere va al di là di questo. Al di là dell'iconografia di una – pur potentissima – Via Crucis. Quello che si respira davanti alle terrecotte sofferenti, estenuate, straziate da ferite che nessun chirurgo potrà mai suturare, è il risultato di un dialogo intenso e profondo che l'artista intrattiene con se stessa fin da giovanissima, di una sua personale ascesi che il miracolo della creazione artistica le consente di condividere con noi e che noi avvertiamo limpidamente davanti al suo lavoro. Donna di sensibilità finissima, capace di straordinaria empatia di fronte alla sofferenza – come se il suo nome l'avesse in qualche modo predestinata – si è dedicata all'arte, all'inizio, per sublimare un dolore in un suo dialogo personale con la materia e con il destino. Così personale da fare sì che per vent'anni (vent'anni!) le sue terrecotte restassero solo sue, una sorta di diario segreto. Poi però, piano piano, quel dialogo si è allargato. Semplicemente qualcuno le ha fatto capire che la sua voce andava oltre, che poteva – doveva – essere condivisa. E quella sorta di discorso privato si legge tra le righe soprattutto nei primi lavori: corpi emaciati, contorti dal dolore, e visi rivolti al cielo. Se all'inizio la materia era lisciata, domata, resa in qualche modo più "gradevole", con il tempo Dolores ha trovato nelle scabrosità della terracotta, nella sua intrinseca ruvidità, la propria voce più autentica. Ecco allora il periodo dei torsi, figure quasi astratte dove la materia si spalanca in ferite strazianti, stratificate, spesso rafforzate da cromatismi sanguigni. Le opere più recenti, oggi, raccontano invece il cammino dell'umanità in fasci di figure erranti. Piccole o grandissime, raccolte in folle o in gruppi sparuti, caparbiamente orientate verso un unico punto o sperdute, ma sempre con lo sguardo rivolto al cielo in una muta, struggente preghiera. Al contempo, negli anni, l'artista è andata sempre più riducendo il dato reale a favore di una stilizzazione estrema. Il corpo non è più che una striscia di materia, il viso è ora solo una mezzaluna; in un togliere e semplificare che l'ha portata a svelare l'essenza, a scolpire l'anima. Solo la voce appare immutabile nella sua preghiera, mentre la terracotta, ancora, a tratti si spalanca, spezza la continuità, si apre in ferite ruvide, che solo il canto mistico – forse – potrà guarire.

opere dell'artista