Lista degli Artisti

Michele De Lucchi

Foto personale di Michele De Lucchi

Michele de Lucchi è nato a Ferrara nel 1951. Si è laureato in Architettura presso l'Università di Firenze. Negli anni dell'architettura radicale e sperimentale è stato tra i protagonisti di movimenti come Cavart, Alchimia e Memphis. Ha sviluppato lampade e arredi per le più importanti industrie italiane ed europee, come Artemide, Olivetti, Alias, Unifor, Hermès, Alessi.
Ha progettato ambienti di lavoro e corporate identity per Deutsche Bank, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Enel, Piaggio, Olivetti, Telecom Italia, Novartis, Intesa Sanpaolo, Unicredit. Ha realizzato progetti architettonici in Italia e nel mondo, tra cui edifici residenziali, industriali, direzionali e culturali. Ha curato allestimenti espositivi per musei come la Triennale di Milano, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino e le Gallerie d'Italia Piazza Scala, il Castello Sforzesco, il Museo della Pietà Rondanini e Casa Manzoni a Milano. Recentemente ha sviluppato numerosi progetti per la città di Milano: i padiglioni per Expo 2015 (Padiglione Zero, Expo Center e Padiglione Intesa Sanpaolo) e l'Unicredit Pavilion in piazza Gae Aulenti. Nel 1990 ha creato Produzione Privata, una piccola impresa nel cui ambito Michele De Lucchi disegna prodotti che vengono realizzati impiegando tecniche e mestieri artigianali. Dal 2004 scolpisce "casette" in legno con la motosega per cercare l'essenzialità della forma architettonica. Nel 2003 il Centre Georges Pompidou di Parigi ha acquisito un rilevante numero dei suoi lavori. Una selezione dei suoi oggetti è esposta nei più importanti musei d'Europa, degli Stati Uniti e del Giappone. Nel 2000 è stato insignito della onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Ciampi per meriti nel campo del design e dell'architettura. Nel 2001 è stato nominato Professore Ordinario per chiara fama presso la Facoltà di Design e Arti dell'Istituto Universitario di Architettura a Venezia. Nel 2006 ha ricevuto la Laurea ad Honorem dalla Kingston University, per il suo contributo alla "qualità della vita". Dal 2008 è Professore Ordinario presso la Facoltà del Design al Politecnico di Milano e Accademico presso l'Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Vive e lavora tra Angera e Milano.

Collezioni dei musei internazionali:

  • Design Museum, Ghent (Belgio)
  • Musée des Arts Dècoratifs de Montréal, Québec (Canada)
  • Musée des beaux-arts de Montréal, Québec (Canada)
  • Designmuseo, Helsinki (Finlandia)
  • Centre Georges Pompidou, Paris (Francia)
  • Museum für Kunst und Gewerbe, Hamburg (Germania)
  • Vitra Design Museum, Weil am Rhein (Germania)
  • Museum of Design, Thessaloniki, Macedonia (Grecia)
  • The Israel Museum, Jerusalem (Israele)
  • Accademia Nazionale di San Luca, Roma (Italia)
  • Civica Galleria d'Arte Moderna-Sezione Design, Gallarate (Italia)
  • Centro Legno Arredo Cantù, Collezione Storica del Premio Compasso d'Oro ADI, Cantù (Italia)
  • Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma (Italia)
  • Museo Alessi, Omegna (Italia)
  • Museo Kartell, Milano (Italia)
  • Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci, Milano (Italia)
  • Triennale di Milano-Collezione Permanente del Design Italiano, Milano (Italia)
  • Triennale Design Museum, Milano (Italia)
  • Boijmans Van Beuningen, Rotterdam (Olanda)
  • Groninger Museum, Groningen (Olanda)
  • Stedelijk Museum of Modern Art, Amsterdam (Olanda)
  • The National Museum, Poznan (Polonia)
  • Museum für Gestaltung, Zurich (Svizzera)
  • Art Center College of Design, Pasadena, California (USA)

Principali Mostre:

  • 2015 » Baracche, Antonia Jannone Disegni di Architettura, Milano (Italia)
  • 2015 » A&W, Designer des Jahres, Colonia (Germania)
  • 2014 » Edifici vuoti. Sculture, disegni e incisioni, Galleria Corraini, Mantova (Italia)
  • 2013 » Montagne, Antonia Jannone Disegni di Architettura, Milano (Italia)
  • 2012 » Colonne portanti, Fondazione Volume!, Roma (Italia)
  • 2012 » I miei orribili e meravigliosi clienti, Fiera del Levante, Bari (Italia)
  • 2012 » Tavolini, Antonia Jannone Disegni di Architettura, Milan (Italia)
  • 2011 » Michele De Lucchi. Modelli in legno di edifici, Museo del Legno, Cantù (Italia)
  • 2011 » Le torri dell'aria, Basilica Palladiana, Vicenza (Italia)
  • 2011 » Independent. Design secession, Triennale Bovisa, Milano (Italia)
  • 2011 » Calma e quiete. Progetti subliminali di Alessandro Mendini, Michele De Lucchi, Angelo Micheli, Palazzo Fava, Bologna (Italia)
  • 2010 » Costruzioni della terra e dell'acqua. Modelli in legno di Michele De Lucchi, Pinacoteca comunale "Cesare Belossi" presso Villa Soranzo, Varallo Pombia (Italia)
  • 2010 » Michele De Lucchi – Ottorino De Lucchi. Uguale e differente. Design et peinture, Musée des Arts décoratifs, Bordeaux (Francia)
  • 2010 » Michele De Lucchi. Filip Dujardin. Vero falso verosimile, Casabella Laboratorio, Milano (Italia)
  • 2010 » Michele De Lucchi. A pioner between handicraft and industry, The Gallery, Bruxelles (Belgio)
  • 2010 » Michele De Lucchi e Produzione Privata, Museum Van Loon, Amsterdam (Olanda)
  • 2010 » Michele AND De Lucchi, Accademia di Belle Arti, Aula Minerva, Firenze (Italia)
  • 2010 » Michele De Lucchi: Architekturchen, Showroom Ingo Maurer, Kaiserstrasse 47, Monaco (Germania)
  • 2009 » Michele De Lucchi Arquitecto. Objetos y esculturas recientes, Arkitektura, Barcellona (Spagna)
  • 2009 » Irrefrenabili intuizioni, Studio aMDL, Milano (Italia)
  • 2008 » Michele De Lucchi. Paintings 2003/04/05, Antonia Jannone Disegni di Architettura, Milano (Italia)
  • 2008 » Ingiustificabili esigenze, l'ultimo insegnamento di Ettore, studio aMDL, Milano (Italia)
  • 2007 » Poco, poco, quel poco che basta, studio aMDL, Milano (Italia)
  • 2007 » Le Torri di Adjara, Nuovo Spazio FMG per l'Architettura, Milano (Italia)
  • 2007 » Ottimi errori, Design Gallery Milano, Milano (Italia)
  • 2007 » Wooden Houses, Windsor Kulturgintza, Bilbao (Spagna)
  • 2006-2007 » Casette ad effetto massiccio, Galleria Corraini, Mantova (Italia)
  • 2006 » Walls & Heroic Structures, Moss Gallery, New York (USA)
  • 2006 » Vetri a forma di vasi, Quattro Benelux, Bruxelles (Olanda)
  • 2005 » Casette a forma di casa, studio aMDL, Milano (Italia)
  • 2004 » Geometries at will, studio aMDL, Milano (Italia)
  • 2004 » Michele De Lucchi al Beaubourg, Centre Georges Pompidou, Parigi (Francia)
  • 2003 » Artemide & Michele De Lucchi, Yamagiwa Livina, Tokyo (Giappone)
  • 2003 » Traces, of nature, time, hand and spirit. Michele De Lucchi e Ernst Gamperl, studio aMDL, Milano (Italia)
  • 2003 » In senso industriale, La Galerie d'Architecture, Paris (France)
  • 2002 » Caos e Ordine - Amore e Odio, studio aMDL, Milano (Italia)
  • 2002 » Michele De Lucchi: Dopotolomeo, chiesa di San Lorenzo, Aosta (Italia)
  • 2002 » A mano libera. Disegni senza computer, Ivrea (Italia), 1999; Hamburg (Germania)
  • 1997 » Design Team of the Year, Essen (Germania)
  • 1992 » Michele De Lucchi, Galleria d'Arte La Fenice, Osaka (Giappone)
  • 1991 » Sitz. Avantgarde, Design Zentrum Nordrhein-Westfalen, Essen (Germania)
  • 1991 » Disegni dell'estate, Galleria La Pola, Ginza, Tokyo (Giappone)
  • 1985 » Michele De Lucchi. A friendly image for the electronic age, Tilburg (Olanda)
  • 1975-1976 » Seminari Cavart (Italia)


Alessandra Redaelli

Michele De Lucchi. L'anima libera dell'achitetto.

“Lui è l'autore del più apprezzato Padiglione di Expo, a Milano. Quel Padiglione Zero che fa pensare alla crosta terrestre. Caldo di legno e morbido e sinuoso come un corpo di donna sdraiato. E ha firmato anche il Padiglione di Intesa Sanpaolo, massiccio e tuttavia leggero: un bonario animale preistorico addormentato in mezzo alla folla. Sì, Michele De Lucchi è un architetto dalla creatività visionaria, sempre capace di stemperare il rigore nella fluidità; di sublimare la funzionalità nella fantasia. Perché la sua filosofia è molto semplice: non bisogna mai perdere l'aspetto umanistico, la capacità di eccitare la mente e di far sognare il cuore. La freddezza del rigore e la funzionalità delle nuove tecnologie non possono bastare, nemmeno per progetti che, sostanzialmente, hanno una funzione ben precisa: contenere persone.
Basta incontrarlo per cogliere le due anime che si agitano il lui: quella rigorosa dell'architetto, evidente nel tono pacato e nella gestualità elegante e misurata delle belle mani lunghe, e quella selvaggia e libera dell'artista, che traspare dallo sguardo vivace, acceso, saettante; lo sguardo che, a sessantaquattro anni, fa di lui un ragazzino entusiasta.
Ha sempre amato il contatto con la materia, il lavoro diretto con le mani, e questo amore si è concretizzato in un'attività prettamente artistica quando poco più di dieci anni fa ha cominciato a scolpire il legno nel suo laboratorio di Angera. L'anima dell'architetto, dunque, trova casa a Milano, in uno studio stupendo, gigantesco, in una palazzina d'epoca nel cuore più cool della città. Una factory di impeccabile eleganza dove il legno si trasforma in design geniale e in ambiente stesso in cui vivere, e impregna l'aria del suo profumo intenso e suggestivo. L'anima dell'artista, invece, trova casa nella fucina di Angera, dove la creatività si traduce in manualità, attività paziente di assemblaggio, scavo e taglio di piccoli pezzi di legno, così piccoli che la lama sfiora continuamente le dita e farsi male è un attimo. E, soprattutto, dove l'artista è solo con se stesso, dove la realizzazione non deve tradursi, per forza di cose, in compromesso. Perché quello dell'architetto è un lavoro di regia, mentre quello dell'artista è un lavoro assolutamente personale, proprio, condotto in solitudine e in totale libertà.
Nascono lì, ad Angera, le sculture di Michele De Lucchi. E la prima cosa che salta all'occhio, guardandole, è la monumentalità che contengono – rappresa come un'essenza – nonostante le dimensioni ridotte. Come se la monumentalità fosse qualcosa di intrinseco, una categoria dello spirito. Sono le Montagne: alte, svettanti, imponenti; stratificazioni di piccoli pezzi di noce o di rovere che sembrano quasi essere nate da una germinazione spontanea e danno l'idea di poter crescere ancora e ancora. Sono le eleganti costruzioni delle Palafitte: leggere, aeree, con i vuoti che dominano sui pieni e una suggestione vagamente orientale. Sono i Sassi: morbidi, pesanti e sinuosi; con quelle forme biomorfe che suggeriscono un'anima, un respiro, e che ci fanno pensare che, da un momento all'altro, possano sollevare la testa e guardarci. E gli Edifici vuoti, forse i più emozionanti, dove il legno si rivela talvolta grezzo, spaccato, e dove quelle finestre vuote e quelle linee incerte portano alla mente scenari ancestrali di distruzione, immagini da day after. Proprio come le Baracche e le Baracchette, in mostra di recente a Milano, edifici irregolari, scanditi da eleganti simmetrie, anticipati nel 2013 dalla grande installazione preparata dall'architetto per la mostra Hybrid, all'Università degli studi di Milano in occasione del Salone del mobile. Sono oggetti che trovano le loro radici nell'istinto, nel gesto; senza progetto, perché il progetto ne spegnerebbe l'autenticità. Oggetti imprevedibili. Michele De Lucchi ne parla così: "Strutture tremolanti, geometrie sconquassate, composizioni approssimative. Ma dettaglio, tanto dettaglio. Particolari studiati con cura, accuratezza nelle combinazioni dei materiali, sofisticazione cromatica". E' evidente in questa dichiarazione come qui De Lucchi abbia agito da artista puro, come l'istinto abbia definito ogni gesto.
L'amore che prova verso queste sculture è evidente dallo spazio che esse occupano nel suo studio di Milano, come se portare lì, nel regno del rigore, un pezzo di Angera – un pezzo di puro istinto – fosse per lui fondamentale. E in fondo lo è. Lo dice lui stesso. Le sculture sono il mezzo grazie al quale lui si ricollega a se stesso e proprio da quelle sculture nascono i suoi progetti più emozionanti. Guardiamo bene il Padiglione Zero di Expo, guardiamo le Montagne. Ecco: alla radice di quelle dune stratificate ci sono proprio queste sculture. Sta qui la chiave della fascinazione di questi progetti. Esattamente come la maestosa solidità dei Sassi è alla base del Padiglione di Intesa Sanpaolo, tanto per rimanere nell'attualità.
Accanto a lui, mentre dirige il lavoro febbrile dello studio milanese, le sculture vegliano come numi tutelari sulla realizzazione dei progetti architettonici, issate su piedistalli alti che permettono di goderne appieno la bellezza, di girarvi intorno anche due, tre volte per lasciarsi conquistare dalla loro massiccia eleganza. Piccoli idoli forse magici, sicuramente capaci di incantare."

opere dell'artista