Lista degli Artisti

Alberto Magnani

Foto Alberto Magnani Un unico, inesauribile e sempre nuovissimo tema: l’abbigliamento. Per Alberto Magnani l’abito rappresenta il simbolo assoluto dell’umanità. Se gli oggetti che ritrae sono per lo più appannaggio maschile non è per ragioni sessiste, ma perché nulla come la camicia o la cravatta incarna un senso di eleganza universale e senza tempo. Sceglie colori timbrici e cristallini: viola, cremisi, gialli, azzurri e verdi. Solidi e smaltati, mai sporcati nemmeno dall’idea di una terra. Anni di esperienza negli Stati Uniti e una proficua vicinanza alla Pop Art gli hanno dato l’occasione di regalare a quel movimento qualcosa che non possedeva: un’anima. Nella spettacolare serie degli indumenti l’uomo è perennemente presente, come un’impronta, una memoria o come un’evocazione.

Alberto Magani nasce nel 1945 ad Arborea (Oristano). Si diploma al Liceo Artistico di Brera a Milano nel 1965 e nel 1974 visita per la prima volta gli Stati Uniti. Negli anni Ottanta alterna lunghe permanenze di lavoro a New York con frequenti soste nella sua casa studio di Induno Olona. Ha realizzato numerose mostre in Italia, Europa e Stati Uniti e ha contribuito a progetti di grafica editoriale. Vive e lavora a Varese.

Mostre personali:

2015
BAF, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Bergamo (IT)
<20 15x15/20x20 Collezione PUNTO SULL'ARTE 2015, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
ArteGenova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)

2014
St-Art 2014, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Strasburgo (FR)
ArteGenova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)

2013
InCorpore(o), Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)

2012
ARTCATTO Gallery, Loulé (PT)

2009
Galleria Villa Morotti, Daverio - Varese (IT)

2007
Atelier Capricorno, Varese (IT)

2005
Elaine Baker Gallery, Boca Raton (US)

2003
Elaine Baker Gallery, Boca Raton (US)

2002
Galleria Prima Visione, Gallarate - Varese (IT)

2001
Nascent House, Firenze (IT)

1999
Villa Erba, Cernobbio - Varese (IT)
R.Kidd Gallery, Birmingham, Michigan (US)
Gallerie Beckel Odile Boicos, Parigi (FR)
Elaine Baker Gallery, Boca Raton (US)
Compagnia del Disegno, Milano (IT)

1998
Retrospective, Chiostro di Voltorre, Varese (IT)

1996
Jaffe Baker Gallery, Boca Raton (US)

1994
Jaffe Baker Blau Gallery, Boca Raton, (US)

1992
Ann Jaffe Gallery, Miami (US)

1991
Teatro Verdi, Milano (IT)
Jaffe Baker Blau Gallery, Boca Raton (US)

1990
Ann Jaffe Gallery, Boca Raton (US)

1989
R. Kidd Gallery, Birmingham, Michigan (US)

1988
Gallery Ninety Nine, Miami (US)

1987
R. Kidd Gallery, Birmingham, Michigan (US)

1986
Gallery Ninety Nine, Miami (US)

1985
Rauchbach Sklar Gallery, Boca Raton, Florida (US)
R. Kidd Gallery, Birmingham, Michigan (US)

1983
Gallery West, Los Angeles (US)

1982
Centro Civico di Cultura, Luino - Varese (IT)

1980
Medici-Berenson Gallery, Miami (US)

1979
Galleria Incontri, Varese (IT)

1977
Linea Plus Ltd., New York (US)
Jasper Gallery, New York (US)

1970
Galleria Ilaria, Varese (IT)


Alessandra Redaelli

Alberto Magnani. Icone dell'assenza.

Luce, colore, forma. Al di là del soggetto, sono questi tre dati che per primi catturano nell’opera di Alberto Magnani. La sua pittura tocca direttamente il centro delle emozioni senza passare per i canali della percezione. La lettura è successiva. Ma oramai la seduzione è compiuta. Ipnotizzato, conquistato, lo spettatore può solo prendere atto del soggetto e abbandonarsi al piacere del guardare. Succosi e caramellati, i colori di Magnani sono quelli del Rinascimento, del Manierismo, sostanziati di luce in panneggi danzanti. Panneggi, già, perché oggi Magnani lavora su un unico, inesauribile e sempre nuovissimo soggetto: l’abbigliamento.

Lunghi anni negli Usa, un passato vicino alla Pop Art, gli hanno regalato uno sguardo unico sull’oggetto. Ma lui la Pop Art la supera, va oltre. Dopo una serie di contenitori vuoti approda all’abito come al simbolo assoluto dell’umanità. Ciò che indossiamo ci contiene, prende la nostra forma, ci protegge e ci definisce. Se gli oggetti ritratti sono per lo più appannaggio maschile non è per ragioni sessiste, ma perché nulla come la camicia o la cravatta incarna un senso di eleganza universale e senza tempo. Le camicie piegate, frontali, con una cravatta abbandonata sopra, oppure infilate dentro una giacca, sono quel che resta dell’uomo, icone dell’assenza. Le camicie abbandonate una sull’altra sono folla e abbraccio. Quelle appese in fila sono fantasmi. E il fatto che si parlino guardandosi o che si ignorino dandosi le spalle è chiaro e leggibile come se fossero realmente indossate.

Il pennello incide la realtà come un bisturi, la scolpisce colpo dopo colpo, spasmodicamente concentrato sul dettaglio. La trama del tessuto o il filo che definisce l’asola – declinati in quei colori cristallini, timbrici, mai sporcati dalle terre – sembrano saltare fuori dalla tela. Eppure parlare di iperrealismo sarebbe non solo riduttivo, ma anche errato. Magnani non si limita a riportare la realtà, lui va oltre, la sublima in un mondo altro, più vero del vero, un mondo che i nostri sensi, da soli, non sarebbero in grado di cogliere, un mondo struggente e meraviglioso nella sua artificiale perfezione.

opere dell'artista