Lista degli Artisti

Jill Höjeberg

Foto Alberto Bortoluzzi Opere armoniche e sinuose, le sculture in marmo, alabastro e vetro di Jill Höjeberg colpiscono per il loro senso di elasticità, energia e forza. Le delicate forme e le superfici levigate che le caratterizzano commuovono lo spettatore. Spinta da una costante ricerca di armonia e bellezza, la scultrice americana residente in Svezia, realizza forme astratte che racchiudono l'essenza della femminilità. Sculture che appaiono essere curve, allungate e tese al limite della fisicità, incarnano l'unione di umane emozioni e forma concrete.

Nasce nel 1949 a Norwalk, Connecticut (Stati Uniti). Nel 1967 si iscrive alla George Washington University e nel 1996 si specializza in scultura presso l'Art Students League di New York. Negli ultimi anni ha lavorato periodicamente in centro Italia, in alcuni dei luoghi più famosi per l'estrazione del marmo e dell'alabastro. Ha realizzato mostre personali e collettive nei paesi scandinavi e in Italia. Vive e lavora a Stoccolma.

Mostre personali (1999-2015):

Galleri Ekvall+Törnblom (SE)
Sussurri – Del Monte, Höjeberg, Sgrò, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
Galleri New Form, Trelleborg (SE)
Borlänge Konsthall (SE)
Galleri Ekvall+Törnblom (SE)
M/Arbres – Bortoluzzi, Höjeberg, Vicari, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
Galleri Eklund Wallmark (SE)
Sigtuna Museum (SE)
Stockholm Art Fair, Sollentuna, Stockholm (SE)
Arvika Konsthall (SE)
Galleri Jan Wallmark, Stockholm (SE)

Forsbergs Gallerier, Tidaholm (SE)



Mostre collettive (1999-2016):

2016
ArteGenova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)
Edsviks Konsthall (SE)

2015
BAF, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Bergamo (IT)
Kulturcentrum i Ronneby (SE)
Galleri Eklund (SE)
Edsviks Konsthall (SE)

2014
Ekvall+Törnblom (SE)
Engelsberg skulpturparken (SE)

2013
Konstnärshuset, Stockholm (SE)
BAF, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Bergamo (IT)
Edsviks Konsthall (SE)

2012
Facciamo il "Punto" sull'Arte, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
Bergamo Arte Fiera, Bergamo (IT)
Global Stone, Galleri Hagman, Stockholm (SE)
Konstnärshuset, Stockholm (SE)
Art Stays International Festival of Contempory Art, Ptuj (SI)
Malpensa Fiere, Milano (IT)
Arte Genova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)
Galleri Ekvall+Törnblom (SE)
Konst Frontation Tingsryd (SE)
Edsviks Konsthall (SE)
Marsvinsholms Skulpturpark och galleri (SE)

2006
Stockholm Art Fair, Sollentuna (SE)
Stockholm Art Fair, Älvsjö (SE)
Palazzo Pretorio, Piazza Dei Priori, Volterra - Pisa (IT)
KKV Stockholm, Kulturhuset, Stockholm (SE)
Galleri Hantverket (SE)
Gallerihuset, Köpenhamn (SE)
KKV Stockholm, Stockholm (SE)
KKV Stockholm (SE)

1999
Galleri Jan Wallmark, Stockholm (SE)



Symposiums:

Simposio Internazionale Di Scultura in Alabastro - Italy



Opere pubbliche:

Sisters, Sigtuna fritidscenter - Sweden
Human Waves, Valsta swim and sport center - Sweden
Obstacle, Sigtuna county office - Sweden
Inside out, Sagaskolan, Valsta - Sweden
Blooming, Borlänge county office - Sweden



Rappresentata:

Stockholms Art office (SE)
Sigtuna County (SE)
Borlänge County (SE)
Dalarna County (SE)
Member of The Swedish Artist Association (SE)
Member of The Swedish Sculpture Association (SE)
Chairman of the board of Atelje Organization Sikla
ndstinget Dalarna - Sweden

Alessandra Redaelli

Jill Höjeberg. La forma delle emozioni

Il suo intento, spiega, è quello di trasformare la pietra in qualcosa dall'apparenza soffice, elastica, qualcosa che sia capace di tradurre in materia solida le sue gioie e i suoi sogni. Perché quello che affascina Jill Höjeberg da sempre, da quando ha capito che la sua vocazione era l'arte, è il legame fortissimo che esiste tra emozioni e forme. Nascono così le sue sculture dalle linee sinuose e dalle superfici levigate, così seducenti da rendere quasi involontario il gesto di sfiorarle con la mano. Realizzate in marmo, alabastro, bronzo, qualche volta vetro, sono indubitabilmente da ascrivere al regno dell'astratto, e tuttavia contengono qualcosa di così reale, di così corporeo, da farcele leggere quasi sempre come frammenti di gesto. Gesto, fin dal primo sguardo, inequivocabilmente femminile. Un'unica linea morbida, ininterrotta, definisce il contorno e la materia va ad addensarsi in forme turgide e poi improvvisamente guizzanti, scivolanti, creando una sorta di primitivo alfabeto di sensazioni.

C'è la figura massiccia, scura, racchiusa in se stessa come in un abbraccio, e non è possibile non vedervi una stilizzata maternità pagana. Ci sono i nodi sciolti della serie degli Abbracci, perché il nodo è simbolo primordiale, di legame, ma anche di desiderio da realizzare, di preghiera. E qui il movimento lento, non ancora del tutto compiuto, fa pensare ad Amore e Psiche, immobilizzati per sempre da Canova nell'istante perfetto – occhi negli occhi – prima del bacio. Ci sono le spirali dal percorso infinito. Ci sono quelle che lei ha esplicitamente raccolto nella serie chiamata Figure femminili: forme concave, accoglienti, racchiuse, protettive, inattaccabili; uteri pronti a farsi contenitori di vita. Ma ci sono anche gli Ostacoli, dove il marmo si fa portatore di forza e di energia. Guizzante, elegantissima, sottile, qui la forma si arrampica, si insinua, scavalca a dimostrare che ogni ostacolo può essere superato e che l'uomo (o forse la donna) può andare ben oltre quelli che crede i propri limiti.

Daniela Croci Silvuni

Guggenheim, Moma, National Gallery: difficile stabilire come e quanto questi luoghi abbiano contribuito alla formazione di Jill Höjeberg. L'artista nasce infatti negli Stati Uniti nel 1949 e cresce a Washington D.C. ed a New York dove compie la sua formazione artistica. Il suo maggiore interesse è per la xilografia, ma presto si accorge di essere attratta non tanto dal risultato della stampa quanto più dal gesto dell'incisione della matrice lignea. L'esperienza con la scultura del legno viene però presto abbandonata: l'osservazione dei resti di una casa incendiata convince la Höjeberg della deperibilità di questo materiale inadatto a lasciare un segno indelebile nel tempo. La soluzione arriva con il passaggio alla pietra.

Trasferitasi a Stoccolma, dove ora risiede, la Höjeberg si riappropria del design svedese, elemento che la guiderà nella sua crescita artistica. Avvia anche un rapporto privilegiato con l'Italia per trovare ispirazione proprio nei luoghi dove il marmo viene cavato e l'alabastro tolto dalla terra che lo nasconde. Il sorprendente risultato di questa esperienza rimanda al suo rapporto con la materia (nato molto presto in Jill quando, da bambina, aveva scoperto la piacevolezza di creare forme con le mani) e che ha fatto della Höjeberg una scultrice capace di plasmare tra le dita la materia dura e fredda come fosse cera. Le forme create da Jill Höjeberg riescono ad attivare in chi le osserva quella parte nascosta del "sentire" e far affiorare esperienze passate ancora vive e presenti.

Curve, scivolamenti morbidi, incontri sensuali, si concretizzano così in composizioni sempre dinamiche ed eleganti. Come in una danza che invita una lastra di cristallo a dialogare con la candida pietra che, magicamente cedevole e duttile, finisce a sua volta per avvolgerla. Nasce, quasi irrefrenabile, la voglia di accarezzare, percorrere le morbidezze e le armonie di queste sculture, entrare con le dita nelle parti incavate con il recondito desiderio di trovarvi qualcosa di piacevole o stupefacente. Armonia e bellezza – per citare le parole della Höjeberg – si manifestano quando le emozioni umane trovano riscontro ed esaltazione in una forma fisica capace di evocare e stimolare il ricordo di esperienze appaganti. E quando ciò avviene si incontra l'Arte. Quella vera.

opere dell'artista