Lista degli Artisti

Jürgen Durner

Foto Jürgen Durner Nasce nel 1964 a Norimberga. Dal 1984 al 1989 studia pittura con la Prof. ssa Christine Colditz presso l'Accademia di Belle Arti di Norimberga, e dal 1990 al 1991 frequenta lo studio di Leonardo Cremonini all'Ecole des Beaux-Arts di Parigi. Trascorre dei periodi di studio e lavoro tra Berlino (1992-2001), New York (2001 e 2002) e Londra (2003-2005). Le sue opere seguono la vita urbana e la sua natura disorientante. Tutte le sue serie sono caratterizzate da diversi temi: la Notte, l'Immagine nell'Immagine, Pioggia, Trasparenze etc. Durner crea opere stimolanti e provocatorie che riflettono il mondo artificiale, l'impatto visivo e sensoriale della vita urbana e la distorsione della società creata attraverso la lente di un ambiente opprimente. Ha realizzato mostre personali e collettive in Europa e ha partecipato ad importanti Fiere d'Arte Internazionali come Art Karlsruhe, Art Fair Köln, Art Chicago, Selection Art Fair e Art Miami. I suoi lavori fanno parte di collezioni private e di diverse collezioni pubbliche. Attualmente vive e lavora a Berlino, Germania
Mostre recenti:

2015
15x15/20x20 Collezione PUNTO SULL'ARTE 2015, (catalogo), Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
Ritmi e Toni, (catalogo), Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)

2014
Invisible, Galerie Barbara Ruetz, Monaco (DE)
Unsichtbar, (catalogo), Galerie Atzenhofer, Nuremberg (DE)
art Karlsruhe, Galerie Barbara Ruetz (DE)
urban views, Galerie Malchers, Bergisch Gladbach (DE)

2013
dazwischen, White Brush Gallery - André Schnaudt, Düsseldorf (DE)
Art Fair Köln, Galerie Barbara Ruetz (DE)
Rotlicht, Galerie Atzenhofer, Nuremberg (DE)
Galerie an der Pinakothek der Moderne, Monaco (DE)
Jubilee exhibition: 20 Jahre, Galerie Barbara Ruetz (DE)
Illusion und Wirklichkeit, Galerie Atzenhofer, Nuremberg (DE)
Jürgen Durner - Der goldene Spiegel, (catalogo), Ortung VIII, Im Zeichen des Goldes, Schwabach (DE)

2012
Und der Gewinner ist ..., (catalogo), Kunsthaus, Nürnberg (DE) hellsichtig, (catalogo), Galerie Atzenhofer, Nuremberg (DE)
Verdichtungen, Galerie Ruetz, Monaco (DE)
Kunstsommer LGA, (catalogo), TÜV Rheinland, Nuremberg (DE)

2011
Art Karlsruhe, Galerie Barbara Ruetz (DE)

2010
Galerie Barbara von Stechow, HSBC Trinkaus & Burkhardt, Frankfurt (DE)
Munich Contempo, Galerie Barbara Ruetz (DE)
Disappearance. Der hermetische Spiegel, (catalogo), kunst galerie fürth (DE)
Disappearance. Der transparente Spiegel, (catalogo), Kunstmuseum Erlangen (DE)

2009
Malerei ist immer abstrakt, Staatsgalerie für moderne Kunst im Glaspalast, Augsburg (DE)
Spiegelräume, Galerie Barbara von Stechow, Frankfurt (DE)
Fokus Franken - Triennale für zeitgenössische Kunst, Kunsthalle Schweinfurt (DE)
Art Chicago, Galerie Barbara von Stechow, Chicago (US)

2008
Uncertain Spaces, Galerie Barbara Ruetz, Monaco (DE)
... bis ins Innere des Spiegels, Galerie Brennecke, Berlino (DE)
Art Karlsruhe, Galerie Brennecke (DE)
Art Fair 21, Galerie Barbara von Stechow, Cologne (DE)
Selection Art, Galerie Barbara von Stechow, Moscow (RU)
Art Miami, Galerie Barbara von Stechow, Miami (US)

2007
Von Abts bis Zmijewski, works from the collection of contemporary art, Pinakothek der Moderne, Monaco (DE)

2006
Translucent Membranes, Galerie Waßermann, Monaco (DE)

2005
Lichtblick, Galleria Graziosa Giger, Leuk (CH)

2003
Fensterspiegelbilder, Spitäle, Würzburg (DE)
New-York-Bilder, Galerie Stühler, Berlino (DE)
Das Innere des Spiegels, Galerie Seeling, Fürth (DE)

2001
Kunstraum Franken, (catalogo), Kunsthaus Nürnberg, Nürnberg (DE)
Reisebilder, Kunstverein, Weiden (DE)
Colours, Palais Stutterheim, Erlangen (DE)

2000
Jürgen Durner - Der Ursprung der Welt, installation work for film, text, and image, (catalogo), Kulturring C, Fürth (DE)
Das Bild im Bild, Galerie Stühler, Berlino (DE)
Die Öffnung des Spiegels, Galerie Seeling, Fürth (DE)

1999
Große Jubiläumsausstellung für junge Kuns, Haus der Kunst, Monaco (DE)
Bilder des wirklichen Bildes, Galerie Münch, Amberg (DE)

1998
Bilder des Nicht-Bildes, Galerie Stühler, Berlino (DE)

1996
Kunstraum Franken, (catalogo), Kunsthalle Nürnberg, Nürnberg (DE)

1994
Kunstraum Franken, (catalogo), Kunsthalle Nürnberg, Nürnberg (DE)
Fensterbilder, Kunstverein, Kronach (DE)

1993
11th Bundeswettbewerb deutscher Akademien, (catalogo), Kunstverein Bonn, Hochschule für Grafik und Buchkunst, Leipzig, (DE)

1992
opening exhibition of the Deutscher Kunstpreis, (catalogo), Kunsthalle Schirn, Frankfurt (DE)


Pubblicazioni:

  • 2011 » Pubblicazione n. 1
  • 2008 » Pubblicazione n. 2
  • 2008 » Pubblicazione n. 3
  • 2005 » Pubblicazione n. 4
  • 2004 » Pubblicazione n. 5

Alessandra Redaelli

Jürgen Durner. La città moltiplicata

Jürgen Durner è senza dubbio un virtuoso del pennello. Uno di quei rari casi di virtuoso, però, capaci di misurare la propria abilità, di risparmiarsi, di astenersi dall'eccesso. Se si vanno a vedere i suoi lavori di qualche anno fa, si può avere la prova di quali esiti sbalorditivi il suo pennello riesca a raggiungere: edifici che si specchiano su teli di plastica stropicciati a creare un ipnotico effetto di panneggio; vetri smerigliati attraverso cui la veduta urbana appare come un rompicapo che il nostro cervello è sfidato a rimettere insieme; complicati giochi di reti doppie o triple che vanno a sovrapporsi alle sequenze di finestre in un inseguimento di prospettive. Ora, nella piena maturità artistica, Durner ha fatto tesoro di quella abilità e l'ha posta alla base di un paesaggio urbano personalissimo, dipinto con intatto amore per il dettaglio, ma, ancora di più, con un amore viscerale per la pittura pura e con un autentico piacere delle armonie cromatiche e tonali. Sceglie le ore del crepuscolo, o quelle notturne, perché fondamentale alla sua poetica è il fascino ambiguo delle luci artificiali, la loro freddezza, il loro baluginare incerto. Poi individua scorci privilegiati di edifici moderni, perché per il suo intento sono irrinunciabili l'acciaio e il vetro.

E' da lì che prende il via il suo gioco ritmato di echi e contrappunti, gioco che lo spettatore non riesce a non avvertire come un tema musicale in sottofondo, sussurrato ma ben presente. Magari uno di quei pezzi per piano di Ludovico Einaudi, al tempo stesso così suggestivi e leggeri. Ecco che la grande vetrata diventa, da un lato, spazio attraversabile dal nostro sguardo per vedere – al di là – la struttura architettonica tutta giocata su linee verticali e orizzontali, dall'altro, però, la vetrata è anche specchio sul quale si riflettono le luci e le sagome degli edifici esterni, in una sinfonia di rimandi dalle forti connotazioni astratte. Oppure interni ed esterni vanno a confondersi, e come per un incantesimo le fronde degli alberi sembrano entrare a invadere gli spazi austeri di un caffè. O, ancora, al gioco di specchi va a sommarsi – riflettendovisi - un altro gioco, quello dell'edificio affacciato sull'acqua che ne sdoppia il profilo, e allora la sensazione è quella di un caleidoscopio, di una realtà multiforme, vibrante, mobilissima e in perenne trasformazione.

opere dell'artista