Lista degli Artisti

Daniele Cestari

Foto Daniele Cestari Daniele Cestari nasce nel 1983 a Ferrara. Si laurea in architettura nel 2009 per poi dedicarsi alla pittura. La sua carriera di artista è strettamente legata ai suoi studi universitari di architettura, che ha portato a compimento con una tesi di laurea in progettazione urbanistica. In questo contesto ha sviluppato la predilezione per l'aspetto fisico della città e per il paesaggio urbano studiando pittura e fotografia. Ha realizzato mostre personali in Italia e all'estero (Boston, Londra, Amsterdam, Mykonos, Sofia). Nel 2011 viene invitato al Padiglione regionale Emilia Romagna per la 54° Biennale di Venezia, e nel 2014 viene invitato a partecipare alla mostra "Ritratti di Città – Urban Sceneries" a cura di Flaminio Gualdoni a Villa Olmo a Como. Daniele Cestari vive e lavora a Ferrara.
Principali Mostre:

2015
Materico – Cestari, Previtali, Suñol, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
Paesaggi della Memoria, LM Gallery, Latina (IT)
Zucchero e Catrame, Nuovospazio Artecontemporanea, Portoferraio, Isola d'Elba (IT)
Viaggio di Ritorno, Museo MAGI 900, Pieve di Cento (IT)

2014
Zucchero e Catrame, Nuovospazio Artecontemporanea, Piacenza (IT)
Cityscape, spazio Purgatorio, a cura di Orizzonti Artecontemporanea, Ostuni (IT)

2013
Naufrago Urbano, Barbara Frigerio Gallery, Milano (IT)
Inside/Out, Cassero Senese, Grosseto (IT)

2012
Sentimentale. Perpetuo. Presente., Idearte Gallery, Ferrara (IT)
Movimento Assente, Zenone Contemporanea, Reggio Emilia (IT)
Tessuto Urbano, Shine Artists, Londra (GB)

2011
In The Still Of The City, Barbara Frigerio Contemporary Art, Milano (IT)
Non Volute Tracce, Grotte del Boldini, Ferrara (IT)
Danielecestari, Galleria Il Carbone, Ferrara (IT)

2010
Winter Show, Smelik & Stokking Gallery, Amsterdam (NL)
Città di Anime, Zenone Contemporanea, Reggio Emilia (IT)

2008
A Town Experience, Rocca di Cento, Ferrara (IT)

2007
Note Di Città, Casa operaia, Bondeno, Ferrara (IT)

2006
Periferie, Torre Estense, Camposanto, Modena (IT)


Mostre collettive:

2016
<20 15x15/20x20 Collezione PUNTO SULL'ARTE 2016, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
ArteGenova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)

2015
BAF, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Bergamo (IT)

2014
Rumore d'Inverno, Daniele Cestari, Ilaria Morganti, Esther Nienhuis, Gachi Prieto Gallery, ELSI DEL RIO Arte Contemporáneo, Buenos Aires (RA)
Asylum, Cestari, Babini, Bendandi, Pagnani, Righi, a cura di D. Nedkova, Galleria ALMA MATER, Sofia (BG)
Summer Show, Rarity Gallery, Mykonos (GR)

2013
Landscapes, Art Moorhouse, con Alberto Zamboni, Londra (GB)

2012
IS MICHELANGELO DEAD?, omaggio a Michelangelo Antonioni, Villa Dante Bighi, Copparo – Ferrara (IT)

2011
Under40, Galleria Stefano Forni, Bologna (IT)

2010
Omaggio A Galileo, Casa dell'Ariosto, Stellata di Bondeno (IT)
Italian Show, Albemarle gallery, Londra (GB)

Alessandra Redaelli

Daniele Cestari. Quel che resta del viaggio.

“Daniele Cestari è un pittore, un architetto, un fotografo. Ma è anche un viaggiatore curioso. "Il viaggio non è il tragitto da un luogo ad un altro", dice, "ma un possibile modo di essere, un movimento che alimenta se stesso con il desiderio di conoscere. La ricerca della mia pittura altro non è che l'insieme dei segnali raccolti durante il viaggio quotidiano". Ed è su questa parola, quotidiano, che ci dobbiamo soffermare. Perché Cestari non è un sognatore alla ricerca di panorami esotici. Il suo Grand Tour non è un momento unico e irripetibile della vita durante il quale immagazzinare compulsivamente appunti, schizzi e ricordi, ma è piuttosto un cammino costante. A volte richiede una trasferta, certo, ma altre volte è quasi impercettibile. E' l'affacciarsi a una finestra e cogliere, in uno scorcio famigliare, una luce unica per poi decidere di fermarla per sempre. La sua formazione di architetto – con una laurea in progettazione urbanistica – è fondamentale per capire quale fascinazione eserciti su di lui la città. E anche se i suoi paesaggi innevati e spogli contengono qualcosa di sublime, è quando si avvicina alla metropoli che si sente sul suo terreno. E' una metropoli archetipica, la sua, dove la riconoscibilità gioca un ruolo secondario. Quella via ampia, fermata in uno scorcio particolarissimo, con il punto di vista ribassato e il pavimento – l'asfalto – che occupa metà dello spazio della tela, con gli edifici che si aprono come quinte di una prospettiva infinita, potrebbe essere New York, ma forse anche Milano, magari Barcellona. Qualche volta il titolo ci aiuta, ma molto spesso quel titolo è solo emozionale, o una frase scarna come un appunto. Perché in realtà non è importante dove siamo ma quello che sentiamo, quel formicolio tipico della città, il brusio di sottofondo che non si spegne mai, neppure di notte, ma di cui oramai nemmeno ci accorgiamo (come gli abitanti delle zone intorno alle cascate del Niagara, che non odono più il fragore dello scroscio), l'odore acre degli scarichi che è veleno, sì, ma per chi abita una metropoli è anche il profumo di casa. E' questo, la città di Cestari, e anche qualcosa di più: è un mirabile gioco di equilibri formali, declinato su una scala ridottissima di cromie che sono spesso grigie, nere, brune, e raccontato la loro storia in pennellate veloci, come se la sensazione fosse qualcosa di così fuggevole che se non si prende al volo scomparirà per sempre. Macchie, colature, graffi, ombre, improvvise strisce di colore apparentemente incongruenti eppure così necessarie, scandiscono queste tele seducenti, perennemente in bilico tra ragione e pura emozione.

opere dell'artista