Lista degli Artisti

Mario Branca

Foto Mario branca Il senso profondo della scultura di Mario Branca risiede nel gioco preciso e calibrato dei cortocircuiti percettivi, nell’equilibrio perfetto tra sogno e realtà, verità e artificio. Da sempre appassionato alle tecniche di lavorazione dei metalli, realizza le proprie opere forgiandole direttamente. Sceglie il rame perché suo padre – fabbro – gli ha insegnato a coglierne il fascino, la bellezza dei colori cangianti, la delicatezza. Perché gli permette di creare sculture leggere. Il metallo, nelle sue mani, diventa capace di preziosi trucchi mimetici, di incantesimi cromatici dove il verde delle ossidazioni si fa vegetale, boscoso, ma solo fino a un certo punto, fino all’attimo prima dell’illusione.

Mario Branca nasce a Milano nel 1977. Si laurea in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2001. Numerosi sono i premi e le segnalazioni ricevute tra i quali il concorso Zurich club top 30 e la menzione speciale per la scultura all’ultima edizione del Wannabee prize 2011. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive. Sue opere pubbliche si trovano a Settimo Milnese, Vighignolo (MI), Casalmaiocco (LO), S. Donato Milanese, Santa Margherita Ligure, Piacenza, Rho (MI). Vive e lavora a Piacenza.

Mostre personali:

    2016
    Underwater, (catalgo), Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
    Crocifissione, a cura di A. Malinverni, presso Museo Civico di Gazzola, Piacenza (IT)

    2013
    Caos e Bellezza – Branca, Brandes, Ciaurro, (catalogo), a cura di A. Redaelli, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
    Branca vs Bayter, a cura di S. Traversa, Galleria Rotta Farinelli, Genova (IT)

    2011
    Blu and Green, Spazio Lumera, Milano (IT)

    2010
    Submarine, a cura di V. Cwalinski, Galleria Nuovospazio Artecontemporanea, Piacenza (IT)

    2009
    Ilemorfismi, a cura di E. Beluffi, Galleria Forni, Bologna (IT)

    2008
    Metamorfosi, a cura di C. Canali, Palazzo Costa – Trettenero, Piacenza (IT)

    2007
    Ars poetica, Galleria Spazio Rosso Tiziano, Piacenza (IT)

    2006
    Partenze, a cura di M. Brunelli, Galleria del Carbone, Ferrara (IT)

    2005
    Partenze, Spazio Lumera, Milano (IT)

    2004
    Viaggi e Viaggiatori, Spazio LDA, Piacenza (IT)

    2000
    Esperienze della scultura contemporanea all'Accademia di Brera, a cura di L. Somaini, Milano (IT)


Mostre collettive:

    2016
    Acqua, Museo di Storia Naturale, Piacenza (IT)
    Soloscultura, Galleria Forni, Bologna (IT)

    2015
    Arte Genova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)

    2014
    ArtVerona, Galleria Nuovospazio Artecontemporanea, Verona (IT)
    <20 15x15/20x20 Collezione PUNTO SULL'ARTE 2014, (catalogo), Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)

    2013
    Mantegna cercasi, a cura di F. Baboni, Mantova (IT)
    Arte Cremona, Galleria Nuovospazio Artecontemporanea, Cremona (IT)
    Bergamo Arte Fiera, Galleria Nuovospazio Artecontemporanea, Bergamo (IT)

    2012
    Arte Piacenza, Galleria Nuovospazio Artecontemporanea, Piacenza (IT)

    2011
    Les Arbres, Galleria Forni, Bologna (IT)
    Arte Accessibile, Galleria Nuovospazio Artecontemporanea, Milano (IT)
    Arte Fiera, Galleria Forni, Bologna (IT)

    2010
    St-Art, Galleria Forni, Strasburgo (FR)
    Fossili contemporanei, a cura di V. Cwalinsky, Galleria Wannabee, Milano (IT)

    2009
    Asveri, Barnils, Branca, Giovagnoli, Ottieri, in collaborazione con Galleria Nuovospazio Artecontemporanea, Sala Telemaco Signorini, Porto Ferraio, Livorno (IT)

    2008
    Inquietudini ed equilibri, con Galleria Forni e L'Ariete, Rocca Estense, S. Felice sul Panaro - Modena (IT)

    2007
    Flowers, Galleria Caroline Dechamby, Crans Montana (CH)
    Arte Fiera, Galleria Forni, Bologna (IT)
    Acqua, Galleria Forni, Bologna (IT)

    2006
    Flowers, Galleria Forni, Bologna (IT)
    St-Art, Galleria Forni, Strasburgo (FR)

    2005
    Talents, five Artists ultra fine, Galleria Spazio Rosso Tiziano, Piacenza (IT)

    2003
    Esperienze della scultura contemporanea, Cornaredo - Milano (IT)
    Premio Angelo Tenchio, a cura di L. Caramel, Como (IT)

    2000
    Scultura da vivere, Concorso nazionale, Cuneo (IT)
    Tra alberi e acqua, Borgo S. Dalmazzo – Cuneo (IT)
    Salon 1°, Museo della Permanente, Milano (IT)

Alessandra Redaelli

Mario branca. Natura domata.

La forma tondeggiante, oblunga, spavaldamente sollevata dal terreno, non lascia dubbi. Così come le lunghe zampe su cui si tiene in equilibrio. Quella creatura è di certo un ragno. Gigantesco. Spaventoso e terribilmente affascinante. Come le minacciose Maman di Louise Bourgeois. E la posizione appena piegata delle zampe fa proprio pensare che stia per compiere un passo verso di noi. Poi, però, avvicinandosi ancora, la sensazione si fa più vaga. E allora si comprende che in verità quello è un seme. Un seme esotico, gigantesco, dalle lunghe e potenti radici.

Ecco, il senso profondo della scultura di Mario Branca risiede lì. Nel gioco preciso e calibrato dei cortocircuiti percettivi. Nell’equilibrio perfetto tra sogno e realtà, verità e artificio. Sceglie il rame perché suo padre – fabbro – gli ha insegnato a coglierne il fascino, la bellezza dei colori cangianti, la delicatezza. Perché gli permette di creare sculture leggere o, come le chiama lui, “anti monumenti”. Ma anche perché il metallo, nelle sue mani, diventa capace di preziosi trucchi mimetici, di incantesimi cromatici dove il verde delle ossidazioni si fa vegetale, boscoso, ma solo fino a un certo punto, fino all’attimo perfetto prima dell’illusione. E allora l’occhio resta lì, sedotto, in bilico. A domandarsi perché quelle foglie così vere, palpitanti, sulle quali è possibile seguire il percorso delle venature, cogliere la frastagliata consistenza del contorno, siano al tempo stesso affilate come lame. Perché quella pianta dal fogliame dorato e dal bulbo carnoso issi sui propri steli fiori irti di aculei feroci, quasi un’arma medievale.

E la sensazione si fa ancora più straniante quando ci si rende conto che il gioco selvaggio dei viticci intrecciati, il germinare casuale delle foglie, sono contraddetti da una sorta di ordine superiore. Una forza capace di dominare il caos intrinseco nella natura e di pacificarlo in una studiata simmetria. Ecco allora che i girasoli si rivelano schierati come un piccolo drappello di soldati in formazione, i porri – dalla superficie carnosa e incredibilmente viva – si fanno sentinelle di un portale immaginario, mentre le leggere piante lacustri svettano verso l’alto, perfettamente equidistanti, immerse in un’acqua invisibile.

opere dell'artista